Un pò di Natale per casa nostra...

Il Natale! Ebbene sì, anche quest’anno abbiamo questa immensa certezza, questo immenso barlume di luci e addobbi sbarluccicanti, quest’ infinita moltitudine di sfumature dorate e rosse  inizia ad avvolgere le nostre case!

E così, dopo aver fatto infinite code all’ikea o ai mercatini del vintage, scopriamo che il fantomatico albero di Natale utilizzato l’anno prima non è più in quell’angolo buio di quella polverosa cantina e, rammaricati di quest’ incredibile dimenticanza dobbiamo decidere di correre alla ricerca di un mini o super albero che possa rendere la nostra dimora il più kitsch possibile!

Ho detto kitsch, non chic, il Natale è quel tocco di “di più” che ognuno di noi accoglie ogni anno nelle proprie case, quell’insolente color rosso vivo aggredisce le nostre tavole, le nostre coperte appoggiate sul pouf e persino le nostre porte d’entrata….

Ogni salotto, o tavola imbandita diventa calda, gli ambienti diventano inevitabilmente accoglienti, anche la villa più moderna con l’arrivo del Natale si ritma di inebrianti assurdi contrasti di stili, ah, il Natale, l’albero, finto o vero?!

Le decorazioni a forma di biscotti, le palline che litigano con i fiocchi , la punta che non starà mai nel suo spazio vitale e in maniera dispotica continuerà senza sosta a cadere da qualsiasi altezza, sia che sia di tre metri o dieci centimetri, quella punta cadrà sempre!

Le luci , calde o fredde, colorate o bianche, con la musica, senza musica, e soprattutto le luci a che ritmo devono andare? C’è chi le impone statiche, chi le vuole a ritmo, c’è persino chi non le vuole per merito di un terrorismo mediatico dato dai telegiornali delle 13 che immancabilmente dal primo giorno di Avvento iniziano a scatenare servizi sul mal funzionamento delle lucine natalizie.

Cosa dire, il Natale è quell’atmosfera che da un tocco di completezza al nostro contesto, è quel dolce di cui potremmo fare a meno, ma per cui ci inventeremmo anche i camini che non abbiamo per poter decidere di credere di nuovo a babbo Natale.

E’ quel “che”, che starebbe ovunque, ma che troppo sarebbe davvero in esubero, e se non ci fosse…… che ne sarebbe delle renne?

Detto ciò buon Natale a tutti!

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Studio di architettura a Brescia

Architetto Bruno Gorlani

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